L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























domenica 7 dicembre 2008

ASSO DI CUORI

Consentitemi, da cittadino libero da sciatti legami parentali, di esprimere un giudizio su quanto ha sconvolto il “cosmo politico” isolano negli ultimi tempi. Userò una forma nuova, quella divisione tra bene e male che Celentano ci ha suggerito: dirò infatti ciò che è rock (il bene, per me) e ciò che è lento (le cose che non mi piacciono).



CHI SI DIMETTE E’ ROCK, CHI DICE DI AVERE I NUMERI E POI NON CE LI HA E’ LENTO, ANZI LENTISSIMO.



CHI CAMBIA IDEA E’ ROCK, CHI PARLA E’ ROCK, CHI DISCUTE E’ ROCK, CHI SI ARRABBIA E’ ROCK.


CHI RIFIUTA IL DIALOGO E’ LENTO, CHI FUGGE DAVANTI AI PROBLEMI E’ LENTO, CHI IGNORA L’EVIDENZA E’ LENTISSIMO.



L’UMILTA’ E’ HARD ROCK, LA SUPERBIA E’ LENTISSIMA.


CHI HA RISPETTO PER GLI ALTRI E’ ROCK, CHI MALTRATTA GLI IMPIEGATI COMUNALI E LI MINACCIA E’ LENTISSIMO.



IL COMUNE E’ ROCK, LA NUOVA STANZA DEL SINDACO E’ LENTISSIMA.



NINO RUBINO E’ HARD ROCK, PAOLO AIELLO E’ TROPPO LENTO.



CHI TRASFORMA IL COMUNE IN UNA CASERMA E’ LENTO, CHI NON CHIUDE MAI LA PORTA IN FACCIA A NESSUNO E’ ROCK.



CHI PERDE E’ ROCK, CHI VINCE E RINNEGA L’ARMA VINCENTE E’ LENTISSIMO.



CHI RINUNCIA ALL’INDENNITA’ E’ ROCK, CHI PAGA LE RATE DELL’ENNESIMA MACCHINA NUOVA CON L’INDENNITA’ E LO DICE IN GIRO E’ STUPIDO, OLTRE CHE LENTO.



CHI E’ LIBERO E’ ROCK, CHI SUBISCE IN SILENZIO E’ LENTO.



CHI HA IL CONSENSO POPOLARE E’ ROCK, CHI HA SOLO QUELLO FAMILIARE E’ LENTO.



CHI FA UN PASSO INDIETRO E SI METTE IN DISCUSSIONE E’ ROCK, CHI PERSEVERA NELL’ERRORE E’ DIABOLICO OLTRE CHE LENTO.



L’AMORE E’ ROCK, LA PACE E’ ROCK, LA VERITA’ E’ HARD ROCK.


L’ODIO E’ LENTISSIMO, LA MENZOGNA PURE.



È mia visione, un’impressione, un’idea, non è certamente la verità assoluta, anche perché….. non esiste una verità assoluta


ASSO DI CUORI


Isola per tutti e i “Sei personaggi in cerca d’autore”



Il Comune di Isola è ormai una giungla: maggioranza consiliare perduta, incarichi di dubbia legittimità, assessori fantasma, impiegati minacciati e ricattati, uffici smantellati senza motivazioni, servizi inefficienti. Il gruppo “solido e compatto” di Isola per Tutti sembra sempre di più l’orchestrina che ancora suona, in un Titanic in procinto di affondare, che fa acqua da tutte le parti: l’Estate Isolana (costosissima) è stata un totale flop, la sua amministrazione, Sindaco, non ha più la maggioranza in consiglio comunale, l’attuale presidente di quest’ultimo (Napoleone Riso) ha rimediato una diffida dall’assessorato agli enti locali per non aver convocato il consiglio comunale con le mozioni di sfiducia, all’ordine del giorno, la sua giunta ha perso il componente con il maggior numero di voti e con la maggiore esperienza, le sue proposte di assessorati e presidenze del consiglio comunale fatte a “mezzo paese” (consiglieri di minoranza, vecchi, giovani, parenti, amici, avversari politici….) non hanno avuto alcuna risposta … in sostanza, lei, signor Sindaco, ha perso credibilità, serietà e numeri per rimanere nel Palazzo Comunale… e non solo lei.


Il suo Presidente del Consiglio, infatti, dopo le cadute di stile in Consiglio Comunale (“Io sono il Presidente e qui comando io”, “Tratterò della mozione di sfiducia con i miei tempi”) e dopo le reiterate infrazioni (non ha convocato il Consiglio Comunale richiesto dall’attuale coalizione di maggioranza, Insieme Isola delle Femmine e Isola Democratica, già dai primi giorni di Novembre 2005), pochi giorni fa ne ha combinata un’altra delle sue: ha convocato, finalmente, il Consiglio Comunale, con le mozioni di sfiducia a Presidente e Vicepresidente, per il 30 Gennaio: è chiara la sua intenzione a non voler perdere anche l’indennità del mese di Gennaio, dopo avere intascato abusivamente quelle di Novembre e Dicembre 2005, mesi nei quali, se avesse ottemperato alle richieste legittime di convocazione del consiglio comunale della coalizione di maggioranza (e tengo a precisare coalizione, non gruppo, a scanso di equivoci) sarebbe già stato sfiduciato.


E non solo lei Sindaco e il suo Presidente…. la sua giunta, caro Sindaco, la cui inefficienza produttiva è palese, è sconosciuta agli assessorati regionali e provinciali di competenza. Mi spiego: un assessore, degno di questo nome, non si limita a visitare turisticamente il comune di tanto in tanto, ad alzare la voce in giunta per curare i propri interessi e, alla fine del mese, intascarsi l’indennità, come è usanza nella sua giunta…. l’assessore è responsabile nei confronti della cittadinanza del suo settore di competenza, frequenta giornalmente gli assessorati per constatare il progresso delle sue iniziative, interloquisce, se ne ha le capacità, con gli assessori provinciali e regionali, con i funzionari e soprattutto… con la gente, come non è usanza nella sua giunta. E non solo lei Sindaco, il suo Presidente e la sua giunta… il suo gruppo, Sindaco, minaccia e ricatta giornalmente, come “bravi” di manzoniana memoria, i dipendenti comunali sospettati di mantenere un rapporto cordiale con i suoi avversari politici, promette ritorsioni professionali al Comandante dei Vigili Urbani (marito del Consigliere Micali, designata nuovo Presidente del Consiglio), cerca di placare l’ira del Consigliere Lucido che, a breve, non percepirà più l’indennità di Vicepresidente e che chiede a gran voce il posto di Comandante dei Vigili Urbani (con indennità) per la moglie, attuale vigilessa, per non parlare degli “attentati ambientalisti” all’Italcementi (dal cui destino dipende il reddito di numerose famiglie isolane) portati avanti dal Consigliere Cutino o della “Sagra del Pesce tra mari e monti” con il Comune di Torretta, il cui consiglio comunale è stato sciolto per infiltrazioni mafiose.


Dunque Sindaco, lei, il suo presidente, la giunta di quattro assessori, sembrate sempre di più quei “Sei personaggi in cerca d’autore” di Luigi Pirandello, soli, sconsolati, sfiduciati, senza riferimenti precisi alla Regione e alla Provincia (avete contattato politici di tutti i partiti dell’arco Costituzionale), senza quell’autore che ha scritto di fatto, nel bene e nel male, la vostra “storia politica” al Comune di Isola delle Femmine. Avete l’obbligo di scegliere voi stessi, solo ed esclusivamente per il bene della comunità, il vostro futuro amministrativo ma considerate che la cittadinanza ha bisogno di un clima politico disteso e sereno e di una giunta e un consiglio più che mai produttivi… Bisogna andare a votare!


Diceva Socrate “La legittimità delle decisioni come delle sentenze non riposa certamente sulla maggioranza o in definitiva sul numero, ma sulla intrinseca razionalità delle decisioni stesse”.




Asso di Cuori


Cattolicesimo e Cristianità



L’essere cattolico non costituisce la condizione necessaria e sufficiente dell’essere cristiano. È una proposizione che presenta notevoli difficoltà sintattiche, anche perché “condizione necessaria e sufficiente” è un’espressione presa in prestito dalle scienze matematiche. Ritengo però che non ci sia modo migliore per esprimere questo concetto, la cui logica ferrea ha numerosissimi riscontri nella vita pubblica. Il cattolicesimo infatti riguarda più da vicino la liturgia e la gamma degli elementi rituali riferiti alla religione della Chiesa di Roma, il cristianesimo è la parte dottrinale, la dispensa dei principi, la storia della predicazione di Gesù Cristo. Basta dunque essere cattolici (frequentare la Messa domenicale, accedere ai Sacramenti, pregare) per potersi definire dei buoni cristiani? No, No e ancora no. Il cristiano deve interpretare la sua stessa vita alla luce dei dettami di Cristo, dei suoi insegnamenti, dei suoi esempi (la giustizia, la libertà, il valore della famiglia, il senso dello stato, il rispetto del prossimo, l’uguaglianza fra tutti gli uomini, l’onestà, la sincerità, il rispetto della vita). Il cristiano cattolico non è cristiano solo quando varca la soglia della Chiesa o quando parla con padre Nicola (per usare un linguaggio spicciolo) è cristiano quando è sul posto di lavoro, quando assolve ai doveri del cittadino (paga le tasse, vota, si reca negli uffici pubblici), quando ricopre delle cariche pubbliche, quando opera in un contesto familiare e sociale, in genere. Ecco che, considerate queste variabili, sovvengono molti dubbi sulla bontà dei cristiani cattolici, non solo del nostro contesto locale ma del cristianesimo inteso nella sua globalità. L’essenza del Cristianesimo cattolico non è il rito, la liturgia, i luoghi di culto, le statue, i simboli ma è la nostra etica fuori dalle mura della Chiesa, l’essere cristiani nella vita pubblica. Le azioni, il pragmatismo, il nostro agire modellano la nostra personalità e ci conferiscono l’accezione di buoni cristiani, non di certo le intenzioni o il culto, che comunque rivestono la loro importanza: la Chiesa di Roma non sarebbe sopravvissuta duemila anni senza chiese, papi, leggi, regole, contatto giornaliero con la gente e quant’altro. Non si può pensare che il carattere spirituale basti a rinsaldare la Fede, di giorno in giorno; occorrono preghiere, sacramenti, riti, occorre in poche parole un contatto reale con Dio (Eucaristia). La parte rituale e liturgica però, a mio avviso, come detto, un ruolo di secondo piano se si perseguono comportamenti scristianizzanti nella vita di tutti giorni. Faccio qualche esempio: evadere le tasse è un atteggiamento scristianizzante, avere legami con la mafia è un atteggiamento scristianizzante, costruire abusivamente è un atteggiamento scristianizzante, spettegolare e calunniare sono atteggiamenti scristianizzanti, amministrare la cosa pubblica favorendo amici e parenti è un atteggiamento scristianizzante, non rispettare il codice della strada è un atteggiamento scristianizzante….. potrei elecarne a centinaia, ma credo che il messaggio sia chiarissimo. E vorrei avvertire coloro i quali perseguono questi comportamenti e si ritengono cristiani (farisei) che la Messa domenicale e la Confessione non sono ancore di salvezza o situazioni avulse dalla realtà: se si hanno atteggiamenti scristianizzanti reiterati è superfluo confessarsi e frequentare le Messe Domenicali e tutti i riti ad esse connessi.




Leggendo gli articoli proprosti dal vostro giornale ho sempre potuto costatare che i riferimenti alle persone e alle cose non sono mai stati puramente casuali, mi spiego: i nomi di sindaci, assessori e consiglieri sono sempre stati fatti con la massima trasparenza e serietà. Mi rincresce aver ricevuto la vostra risposta, anche perchè nel mio articolo non calunnio nessuno, non dico falsità e, soprattutto, non ricaverò alcun guadagno personale dalla sua pubblicazione. Vi chiedo soltanto di riflettere sulla vostra scelta, perchè nella vita, bisogna schierarsi, anche sbagliando, non si può certo galleggiare nel limbo del qualunquismo. PENSATECI, grazie lo stesso

Un’occasione storica



Nella seduta di Consiglio Comunale di giovedì 9 Marzo l’Arch. Miceli, su invito della Presidenza del Consiglio Comunale, ha presentato un progetto di riqualifica per l’area ex Liquigas, oggi di proprietà delle società Solemar e L’Isolauto. Il progetto prevede la realizzazione di una struttura alberghiera a quattro stelle, su cinque o sei elevazioni, 200 posti, in acciaio legno e vetro, due piscine, un auditorium da 800 posti e dotata di numerosissimi servizi (quali una beauty farm, un roof garden, solarium etc…). Il progetto non ha ancora iniziato l’iter degli organi preposti di controllo urbanistico (Sovrintendenza, Assessorato al Territorio e all’Abiente, etc..) perché necessità anzitutto della Variante Urbanistica, un provvedimento del Consiglio Comunale che cambia di fatto la destinazione d’uso, nel P.R.G., di un’area (in questo caso da area industriale a turistico-ricettiva). Il progetto comporta oltretutto un investimento complessivo di 30 milioni di euro, la metà dei quali finanziati dal CIPE (un consorzio di sviluppo turistico e alberghiero). La possibile presenza nel territorio di una struttura del genere non può che costituire la premessa migliore di un futuro sviluppo turistico del nostro paese, in quanto, non solo potrebbero nascere numerose attività connesse alla struttura turistica (il cosiddetto “indotto”) ma unitamente all’Hotel Saracen e al Sirenetta si verrebbe a costituire il primo passo verso la creazione di un polo turistico.


Durante la stessa seduta di Consiglio Comunale sono però sorte perplessità e dissensi da entrambe le parti politiche sulla base di una presunto impatto ambientale e di un presunto forte contrasto con la tradizione e con l’assetto urbano di Isola. Molti consiglieri infatti hanno cominciato ad addurre motivazioni quali “è troppo alto e dalla strada non si vede la montagna” o per esempio “le noste case sono tutte, tranne qualcuna, su tre elevazioni, questo è un mostro” o ancora “e all’entrata del paese ed è troppo vicino al mare”che francamente lasciano il tempo che trovano. Quale impatto ambientale crea una struttura non in cemento armato anche se nella fascia dei 150 metri dal mare? Se non quello di una struttura avvenieristica e da ammirare posta all’ingresso del nostro paese?! Sono, invece, impattanti per l’ambiente e esteticamente brutti, per esempio, quei palazzoni a cinque piani posti in territorio di Capaci a confine con quello di Isola (Via degli Oleandri). L’impatto ambientale, cari consiglieri, è un complesso di modificazioni e alterazioni che risultano essere dannose per l’ambiente stesso e ne influenzano in maniera negativa l’ecosistema e l’equilibrio naturale: se l’ambiente in questione è un’area deturpata dall’ex impianto Liquigas, con pannelli d’amianto, strutture fatiscenti, grandi spazi inutilizzati, rifiuti d’ogni genere, se la struttura alberghiera risulta essere meno sul mare di altre costruzioni che si trovano davanti (abitazioni private ed ex mattatoio”), se la stessa non intacca in nessun modo ecosistemi naturali e non crea modificazioni significative nel territorio (non vi è disboscamento e non vi è intaccamento di fauna selvatica), a quale impatto ambientale i signori consiglieri fanno riferimento? E poi, una sola struttura su cinque o sei elevazioni, quali tradizioni e quale equilibrio urbano può mettere in crisi e segnare per sempre? Mi pare dunque palesemente riduttivo e controproducente bocciare in partenza un simile progetto, considerato che nelle più importanti mete turistiche convivono proficuamente tradizione e innovazione: certo, Isola non è certo Barcellona o Montecarlo ma non pensiate che Roma sia stata costruita in solo giorno! È bene dunque cominciare e cominciare con un segnale forte, innovativo e, viste le reazioni di gran parte del consiglio comunale, scomodo. Pertanto, vorrei ricordare a qualcuno, che si profila come profeta e paladino dello sviluppo turistico isolano, che questo progetto non solo può assurgere a volano del turismo, quello degno di questo nome e non quello da spiaggia che a Isola non compra nemmeno l’acqua, ma creerebbe qualcosa come 150 nuovi posti di lavoro; inoltre riterrei uno spreco inaudito cestinare i 15 milioni di euro che il CIPE ha destinato (a fondo perduto!!!) a questo progetto… ma, d’altro canto, da chi credeva che “il Santo Natale fosse le luminarie e gli addobbi in paese e non le 36 ore (peraltro deliberate dal Consiglio Comunale e avallate dalla Ragioneria Comunale e dal Collegio dei Revisori) ai dipendenti in situazione di precariato ”… c’era da aspettarselo. E consentitemi di fare un altro appunto a qualche consigliere “ignorante” (nel senso che ignora alcune regole) che propone di “razionalizzare” i parametri (meno piani, meno strutture, meno cubatura): cari consiglieri, il CIPE ha destinato questo finanziamento esclusivamente alle strutture di prima fascia e a quattro stelle, se voi, bellamente, “razionalizzate” i parametri questa condizione “necessaria e sufficiente” viene immediatamente a mancare, e con questa il finanziamento.


Per concludere, è chiaro che, comunque, il progetto deve ancora passare al vaglio pesante degli organi di controllo urbanistico ma credo che questo Consiglio Comunale (nella sua interezza), la Giunta e il Sindaco debbano dare un segnale forte, per mostrare coerenza politica e amministrativa con i bei propositi di sviluppo turistico e novità amministrativa sbandierati dal balcone nel Giugno 2004.


I grandi cambiamenti, le grandi rivoluzioni, le grandi rinascite culturali ed economiche non sono mai fenomeni improvvisi e repentini e inspiegabili ma necessitano di una base, di un bagaglio di piccole e grandi mutazioni, di situazioni che risultano essere caratterizzanti del fenomeno stesso (in questo caso questa struttura alberghiera per il turismo ad Isola) di occasioni uniche, grandi, che diverranno storiche, ma che devono essere colte.





ASSO DI CUORI



UN UOMO GIUSTO NEL POSTO SBAGLIATO



Il nervosismo e l’invidia giocano brutti scherzi. Ne è stato vittima il nostro Sindaco che, nella scorsa seduta di Consiglio, ha letteralmente perso le staffe ogni forma di civile autocontrollo. Ecco come andati i fatti: si era giunti, dopo una seduta di consiglio comunale tutto sommato civile, al punto all’ordine del giorno che prevedeva le comunicazioni del presidente del consiglio comunale, quando il consigliere Cutino, il gruppo di maggioranza relativa e il Sindaco abbandonano l’aula per protesta, contro la presunta imparzialità del presidente (sig.ra Letizia Micali). Nell’approssimarsi alla porta (non proprio in religioso silenzio) dalla platea il sig. Stefano Bologna dice al Consigliere Cutino (divenuto pubblico anche lui dopo l’abbandono della seduta) “Puoi anche andartene tanto non sei più determinante, non hai più la maggioranza, il consiglio va avanti lo stesso!”, Cutino risponde “Stai zitto, sei pubblico!”. E fino a qui tutto nella norma, una schermaglia verbale, che ha suscitato un po’ di “maretta” ma che è comunque rientrata nei canoni dell’educazione. È però a questo punto che il nostro Sindaco, ex burattino, sfodera tutta la sua rabbia repressa e tutta la sua non-classe da uomo politico parandosi davanti al sig. Bologna (Sindaco dal 1993 al 2004, 310 voti alle ultime elezioni) con dito puntato verso di lui comincia a inveire, paonazzo e senza un benché minimo barlume di autocontrollo: “Stai zitto! Perché parli? Stai zitto! Sei pubblico, devi stare zitto! Buffone! Buffone! Nel 95 hai vinto per pochi voti contro un ragazzino! Buffone, Buffone! Cosa inutile! Buffone”. Il sig. Bologna che seduto era e seduto è rimasto, lo fissa con sufficienza, distoglie per un po’ lo sguardo, quasi soride, lo lascia sbraitare, resta in silenzio: non accenna a nessuna reazione cosa che chiunque di noi avrebbe fatto. Quando però il nostro Sindaco senza onore, delirante quasi posseduto, sta per uscire dalla sala, il sig. Bologna risponde da seduto, con educazione: “Buffone? Cosa inutile? …. Ma se ti ho fatto Sindaco”.


Caro Sindaco, l’invidia le ha veramente, come direbbero dalle nostre parti, “azzannato il cervello”! Il suo complesso di inferiorità (palese) nei confronti di quello che è stato il Sindaco Stefano Bologna è più che giustificato, perché non c’è proprio paragone! Si è mai visto un Sindaco (ad esempio il sig. Bologna) avere queste reazioni inconsulte e mostrare questi segni di debolezza? Si è mai visto un Sindaco (ad esempio il sig. Bologna) che si para davanti (meno di mezzo metro) con il dito puntato (in segno di sfida, quasi desideroso di una reazione, di uno scontro fisico…. che peraltro non ottiene) e offende un suo avversario politico? Si è mai visto un Sindaco (ad esempio il sig. Bologna) che da Sindaco ha solo l’indennità, la carica e forse la stanza? (a proposito, l’avete vista?)


Caro Sindaco, non credo meriti questo ruolo e questa carica, credo abbia tradito la fiducia di quegli isolani che avevano creduto nella continuità con Bologna e che oltretutto non sono più la maggioranza relativa (assoluta non lo sono mai stati, contrariamente al Sindaco Bologna che nel 95 e nel 99 vinse con tale maggioranza dei voti): mi creda, salvi almeno la faccia, Sindaco, e la credibilità e la rispettabilità sua personale fuori dal Palazzo Comunale, SI DIMETTA.


http://isoladifuori.blogspot.com/

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