L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























lunedì 29 dicembre 2008

Catania, silenzio di tomba sul laboratorio della morte

 

 

sabato 27 dicembre 2008

DALLA ITALCEMENTI DI ISOLA DELLE FEMMINE BUON NATALE

 

 

mercoledì 24 dicembre 2008

LO SCOOP SULLA LOBBY DEL PONTE: IL PROGETTO DEL PONTE? DISEGNATO




LO SCOOP SULLA LOBBY DEL PONTE: IL PROGETTO DEL PONTE? DISEGNATO SUL QUADERNO…!
Postato da Enrico Di Giacomo
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ANTONELLO CAPORALE - la Repubblica

ROMA - Che ponte miracoloso! E che progetto! Il sogno di unire Scilla e Cariddi è ricco di fatica e di ingegno. Calcoli e ricalcoli, vent’anni di indagini, e sonde e foto e studi fino a quando finalmente la luce si è vista. Impregilo ha vinto la ciclopica gara producendo carte e ancora altre idee per qualificare meglio il piano dell’attraversamento carrabile dello Stretto. Impregilo, capofila di un gruppo di aziende specializzate nelle grandi opere (Condotte, Cmc, coop ravennate, la giapponese Ishikawajima) ha chiesto a un colosso della progettazione, la danese Cowi, di offrire alla società appaltante, lo Stretto di Messina, il progetto di gara, la cartolina finale della grande opera. Colossi, dunque. Che però nella stesura degli elaborati hanno voluto mantenere un basso profilo. Molto molto basso. Non hanno attivato i fuochi pirotecnici che i software ingegneristici sono in grado di esibire, e neanche hanno pensato di farsi aiutare dal sistema elettronico di scrittura word in uso pure al più decrepito dei computer. Si sono negati anche e perfino la vecchia ma leggendaria Olivetti. A penna, su un foglio a quadretti, come amanuensi venuti dall’antichità, hanno scritto numeri e comparti, proposte e idee. Almeno nella parte (2R-codice Bo-001 n° 1) che Repubblica ha potuto visionare, nell’ambito più complessivo della illustrazione dell’opera (”L’opera di attraversamento - Relazione specialistica - sistema di sospensione”) i progettisti si sono serviti della biro e hanno scritto. Come fosse un compitino di matematica del liceo: scrittura però chiara, e disegni intellegibili. Mano disciplinata e senza salti di linea. Grandioso. Il ricorso a questa inedita sfida polemica alla modernità, nel cuore di un progetto che all’opposto testimonia l’avanzare impetuoso dei tempi moderni, racconta forse quale forza evocativa i progettisti abbiano voluto mostrare. E la commissione che ha affidato la gara ha raccolto questa testimonianza giudicandola meritevole del successo. Intendiamoci e scriviamolo subito. I regolamenti che disciplinano la trasmissione di tali atti possono contemplare, e a volte effettivamente contemplano, la stesura dei documenti anche attraverso manoscritti. Cosa rara e bizzarra ma possibile. Dunque lecita, perciò non sindacabile. La società Stretto di Messina ha poi convocato i massimi esperti della scienza e della tecnica a comporre il tavolo esaminatore. Tra i chiamati al compito di valutare congruità ed efficacia dell’elaborato, un grande ingegnere inglese, Ian Firth, consulente e specialista di strutture e ponti di grande luce, e un cattedratico danese, il professor Niels Gimsing, del dipartimento di ingegneria strutturale dell’Università tecnica della Danimarca. Gimsing è molto noto anche per gli studi dedicati al ponte dello Storebelt (si veda per tutti East Bridge, Storebelt Pubblications, 1998) opera ideata proprio dal colosso danese Cowi chiamato poi in Italia da Impregilo. E l’ingegner Firth è chief operating officer di Flint & Neill, società di consulenza, specialista nella progettazione di ponti. Poche settimane fa questa società è andata a nozze con la Cowi. Un dispaccio del 3 dicembre comunica infatti: “Flint & Neill merges with Danish giant, Cowi”. Certo, il progetto di gara che la commissione ha dovuto esaminare è datato 16 maggio 2005, l’approvazione risale a circa un anno dopo, e l’alleanza societaria è fatto di questi giorni. Ma l’evento irrobustisce anziché diradare la sequela di contestazioni di conflitti di interesse di cui sarebbero vittima i maggiori protagonisti del mondo imprenditoriale coinvolto nell’intrapresa. Elementi che si sommano alle critiche, ancora più serrate, sulla qualità del progetto e la sua congruità economica. Solo pochi giorni fa il professor Remo Calzona, che ha vissuto come valutatore scientifico la progettazione dell’opera, ha dichiarato proprio a Repubblica la sua contrarietà all’idea del ponte a campata unica: “E’ troppo costoso e anche pericoloso”. Calzona documenta il rischio che anche tra Scilla e Cariddi possa verificarsi, nel caso si segua l’idea approvata, il rischio che il ponte subisca il cosiddetto effetto galopping, un ingobbimento sinuoso della carreggiata dovuto alla dinamica dei venti. Effetto che proprio in Danimarca, e proprio sullo Storebelt, si è verificato imponendo ulteriori costi derivanti dalla apposizione di “alettoni” che hanno il compito di non far ondulare il manto stradale. Il progetto contestato ma in attesa di finanziamento comporta anche immense attività di scavo. Solo in Calabria si movimenteranno, con gli scavi, oltre quattro milioni di metri cubi di terra e di roccia. Tutto in un luogo in cui le “imprese” in odore di mafia sono specializzate proprio nel movimento terra. Però ‘u ponti vulimu. E’ divenuto un bisogno impellente, un punto d’onore per calabresi e siciliani, un’opera-totem, raffigurazione icastica dello Stato chiamato a narrarne l’efficienza e a trasmetterne il genio. A prescindere, direbbe Totò.

ANTONELLO CAPORALE - la Repubblica

http://www.isolapulita.it

AMBIENTE SALUTE ECONOMIA

 

 

ISTITUZIONE DELL'AREA MARINA PROTETTA ISOLA DELLE FEMMINE-CAPO GA


Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare


Il portale ufficiale del ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare


Decreto ministeriale 24 luglio 2002



Istituzione dell'area marina protetta denominata "Capo Gallo - Isola delle Femmine"
(G.U. della Repubblica Italiana n. 285 del 5 dicembre 2002)

Logo Ministero

IL MINISTRO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO d'intesa con IL MINISTRO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE e LA REGIONE SICILIANA


  • VISTA legge 31 dicembre 1982, n. 979, recante disposizioni per la difesa del mare;
  • VISTA la legge 8 luglio 1986, n. 349, istitutiva del Ministero dell'ambiente;
  • VISTA la legge quadro sulle aree protette 6 dicembre 1991, n. 394, e successive modifiche;
  • VISTO l'articolo 1, comma 10, della legge 24 dicembre 1993, n. 537, con il quale le funzioni del soppresso Ministero della marina mercantile in materia di tutela e difesa dell'ambiente marino sono trasferite al Ministero dell'ambiente;
  • VISTO l'articolo 2, comma 14, della legge 9 dicembre 1998, n. 426, con il quale è stata soppressa la Consulta per la difesa del mare dagli inquinamenti;
  • VISTO l'articolo 2, comma 14, della legge 9 dicembre 1998, n. 426, con il quale, per l'istruttoria preliminare relativa all'istituzione e all'aggiornamento delle aree protette marine, per il supporto alla gestione, al funzionamento nonché alla progettazione degli interventi da realizzare anche con finanziamenti comunitari nelle aree protette marine, è stata istituita, presso il competente Servizio del Ministero dell'ambiente, la Segreteria tecnica per le aree protette marine;
  • VISTO il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300 di riforma dell'organizzazione del Governo;
  • VISTO il decreto del Presidente della Repubblica, 27 marzo 2001, n. 178 recante il Regolamento di organizzazione del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e, in particolare, l'articolo 7, comma 3, lettera a) che attribuisce alla Direzione per la Difesa del mare le funzioni in materia di istituzione e gestione delle aree protette marine;
  • VISTO lo Statuto della Regione Siciliana, approvato con R.D.L.gs 15 maggio 1946, n. 455, convertito nella legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 2;
  • CONSIDERATO che i beni del demanio marittimo dello Stato sono assegnati alla Regione Siciliana ai sensi dell'articolo 32 del citato Statuto e delle successive norme di attuazione, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 1 luglio 1977, n. 964;
  • VISTE le competenze esclusive in materia di pesca affidate alla Regione Siciliana ai sensi dell'articolo 14, lettera l) dello Statuto della Regione Siciliana, e delle successive norme di attuazione, di cui al decreto del Presidente della Repubblica del 12 novembre 1975, n. 913;
  • VISTA la legge regionale 6 maggio 1981, n. 98, recante "Norme per l'istituzione nella Regione siciliana di parchi e riserve naturali", e successive modifiche ed integrazioni;
  • VISTO il decreto dell'assessore per il Territorio e l'Ambiente della Regione Siciliana datato 1 settembre 1997 di istituzione della riserva naturale "Isola delle Femmine";
  • VISTO il decreto del Ministro dell'ambiente di concerto con il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica in data 11 ottobre 1999 di costituzione della Segreteria tecnica per le aree protette marine;
  • VISTA l'istruttoria preliminare per l'istituzione dell'area marina protetta "Capo Gallo - Isola delle Femmine" svolta dalla Segreteria tecnica per le aree protette marine;
  • VISTE le note del Comune di Palermo n. 12739 del 27 ottobre 2000, e del Comune di Isola delle Femmine n. 13320 del 15 novembre 2000, con le quali i Sindaci dei predetti Comuni hanno espresso il loro assenso alla proposta istitutiva dell'area marina protetta redatta dalla Segreteria tecnica, con la relativa perimetrazione, la zonazione, i vincoli e le deroghe ivi previsti;
  • VISTA l'intesa generale in materia di aree marine protette tra il Ministero dell'ambiente e la Regione Siciliana sottoscritta in data 7 marzo 2001;
  • VISTA la nota d'intesa del Ministro dell'Economia e delle finanze n. 4686 del 15 febbraio 2001;
  • VISTA la nota d'intesa della Regione Siciliana prot. n. 1053 del 19 febbraio 2002;
  • VISTO l'articolo 77, comma 2, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, il quale dispone che l'individuazione, l'istituzione e la disciplina generale dei parchi e delle riserve nazionali, comprese quelle marine e l'adozione delle relative misure di salvaguardia, siano operati sentita la Conferenza Unificata;
  • VISTO il parere espresso in data 20 giugno 2002 dalla Conferenza Unificata, ai sensi dell'articolo 77 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112;
  • RAVVISATA la necessità di provvedere all'istituzione dell'area marina protetta denominata "Capo Gallo - Isola delle Femmine";

Decreta:
Articolo 1
1. E' istituita, ai sensi della legge 31 dicembre 1982, n. 979, come modificata e integrata dalla legge 6 dicembre 1991, n. 394, e dalla legge 9 dicembre 1998, n. 426, d'intesa con il Ministro dell'economia e delle finanze e con la Regione Siciliana a far data dal 1 ottobre 2002, l'area marina protetta denominata "Capo Gallo - Isola delle Femmine".

Articolo 2
1. Con riferimento alla cartografia allegata al presente decreto, del quale costituisce parte integrante, l'area marina protetta "Capo Gallo - Isola delle Femmine" interessa l'area marina antistante la costa compresa tra i Comuni di Palermo e di Isola delle Femmine, come delimitata dai seguenti punti:


2. I provvedimenti relativi all'utilizzazione del demanio marittimo prospiciente l'area marina protetta "Capo Gallo - Isola delle Femmine" sono adottati dalla Regione Siciliana, sentito l'Ente gestore della suddetta area marina protetta.

Articolo 3
1. Nell'ambito delle finalità di cui all'articolo 27, comma 3, della legge 31 dicembre 1982, n. 979 e all'articolo 18, comma 2, della legge 6 dicembre 1991, n. 394, l'area marina protetta 'Capo Gallo - Isola delle Femmine', in particolare, persegue:


  • a) la protezione ambientale dell'area marina interessata;
  • b) la tutela e la valorizzazione delle risorse biologiche e geomorfologiche della zona;
  • c) la diffusione e la divulgazione della conoscenza dell'ecologia e della biologia degli ambienti marini e costieri dell'area marina protetta e delle peculiari caratteristiche ambientali e geomorfologiche della zona;
  • d) l'effettuazione di programmi di carattere educativo per il miglioramento della cultura generale nel campo dell'ecologia e della biologia marina;
  • e) la realizzazione di programmi di studio e ricerca scientifica nei settori dell'ecologia, della biologia marina e della tutela ambientale, al fine di assicurare la conoscenza sistematica dell'area;
  • f) la promozione di uno sviluppo socio-economico compatibile con la rilevanza naturalistico-paesaggistica dell'area, anche privilegiando attività tradizionali locali già presenti. Nell'ambito dell'azione di promozione di uno sviluppo compatibile con le predette finalità, la disciplina delle attività relative alla canalizzazione dei flussi turistici, alle visite guidate e ai mezzi di trasporto collettivi, potrà prevedere che le predette attività vengano svolte prioritariamente o esclusivamente dai residenti e da imprese avente sede nei Comuni ricadenti nell'area marina protetta.

Articolo 4
1. All'interno dell'area marina protetta 'Capo Gallo - Isola delle Femmine', come individuata e delimitata all'articolo 2, sono vietate, fatto salvo quanto esplicitamente consentito dal presente articolo circa i regimi di tutela all'interno delle diverse zone, le attività che possono compromettere la tutela delle caratteristiche dell'ambiente oggetto della protezione e le finalità istitutive dell'area marina protetta medesima, ai sensi dell'articolo 19, comma 3, della legge 6 dicembre 1991, n. 394. In particolare, sono vietate:


  • a) la caccia, la cattura, la raccolta, il danneggiamento e, in genere, qualunque attività che possa costituire pericolo o turbamento delle specie vegetali e animali, ivi compresa l'immissione di specie estranee;
  • b) l'asportazione anche parziale ed il danneggiamento di reperti archeologici, di formazioni geologiche e minerali;
  • c) l'alterazione con qualunque mezzo, diretta o indiretta, dell'ambiente geofisico e delle caratteristiche biochimiche dell'acqua, nonché la discarica di rifiuti solidi e liquidi e, in genere, l'immissione di qualsiasi sostanza che possa modificare, anche transitoriamente, le caratteristiche dell'ambiente marino;
  • d) l'introduzione di armi, esplosivi e di qualsiasi mezzo distruttivo o di cattura, nonché di sostanze tossiche o inquinanti;
  • e) le attività che possano comunque arrecare danno, intralcio o turbativa alla realizzazione dei programmi di studio e di ricerca scientifica da attuarsi nell'area.

2. La zona A di riserva integrale comprende i seguenti tratti di mare riportati nella cartografia allegata al presente decreto:

a) il tratto di mare a ovest di Capo Gallo compreso tra La Puntazza e il faro di Capo Gallo, delimitato dalla congiungente i seguenti punti:























PuntoLatitudineLongitudine
(*) il punto è in costa
E1 (*)38°13'.33 N013°18'.22 E
F38°13'.58 N013°18'.22 E
G1 (*)38°13'.58 N013°19'.05 E

b) il tratto di mare nord-occidentale e nord-orientale dell'Isola delle Femmine, delimitato dalla congiungente i seguenti punti:







































PuntoLatitudineLongitudine
(*) il punto è in costa
H1 (*)38°12'.65 N013°14'.10 E
I38°12'.65 N013°13'.85 E
J38°12'.95 N013°13'.85 E
K38°12'.95 N013°14'.45 E
L38°12'.70 N013°14'.45 E
M1 (*)38°12'.70 N013°14'.30 E

3. Nelle zone A, oltre a quanto indicato al comma 1, sono vietati:


  • a) la balneazione;
  • b) le immersioni subacquee con o senza apparecchi respiratori, fatto salvo quanto previsto dal successivo comma 4;
  • c) la navigazione, l'accesso e la sosta con navi, imbarcazioni e natanti di qualsiasi genere e tipo, fatto salvo quanto previsto dal successivo comma 4;
  • d) l'ancoraggio, fatto salvo quanto previsto dal successivo comma 4;
  • e) l'ormeggio, fatto salvo quanto previsto dal successivo comma 4;
  • f) la pesca professionale e sportiva con qualunque mezzo esercitata;
  • g) la pesca subacquea.

4. Nelle zone A è, invece, consentito l'accesso e la sosta alle imbarcazioni di servizio con compiti di sorveglianza e soccorso ed a quelle di appoggio ai programmi di ricerca scientifica per le finalità e con i modi esplicitamente determinati e autorizzati dall'Ente gestore dell'area marina protetta.

5. Le zone B di riserva generale comprendono i seguenti tratti di mare, riportati nella cartografia allegata al presente decreto:

a) il tratto di mare tutt'intorno Capo Gallo, circostante la zona A di cui al precedente comma 2, lettera a), delimitato dalla congiungente i seguenti punti:







































PuntoLatitudineLongitudine
(*) il punto è in costa
P1 (*)38°12'.75 N013°17'.40 E
Q38°13'.00 N013°17'.20 E
R38°13'.70 N013°18'.65 E
S38°13'.70 N013°19'.25 E
T38°13'.40 N013°19'.45 E
U1 (*)38°13'.30 N013°19'.30 E

b) il tratto di mare tutt'intorno l'Isola delle Femmine, circostante la zona A di cui al precedente comma 2, lettera b), delimitato dalla congiungente i seguenti punti:


























PuntoLatitudineLongitudine
V38°12'.45 N013°13'.65 E
W38°13'.05 N013°13'.65 E
X38°13'.05 N013°14'.60 E
Y38°12'.45 N013°14'.60 E

c) il tratto di mare compreso tra Punta della Catena e Punta Matese, delimitato dalla congiungente i seguenti punti:
















PuntoLatitudineLongitudine
N138°12'.15 N013°15'.60 E
O138°12'.25 N013°16'.00 E

6. Nelle zone B, oltre a quanto indicato al comma 1 del presente articolo, sono vietati:


  • a) la navigazione, fatto salvo quanto previsto dal precedente comma 4 e dal successivo comma 7, lettera d), e e) del presente articolo;
  • b) l'ancoraggio libero, fatto salvo quanto previsto dal precedente comma 4 del presente articolo;
  • c) l'ormeggio libero, fatto salvo quanto previsto dal precedente comma 4 e dal successivo comma 7, lettera f), del presente articolo;
  • d) la pesca professionale, fatto salvo quanto previsto dal successivo comma 7 lettera g) del presente articolo;
  • e) la pesca sportiva, fatto salvo quanto previsto dal successivo comma 7 lettera i) del presente articolo;
  • f) la pesca subacquea.

7. Nelle zone B, oltre a quanto previsto dal precedente comma 4 del presente articolo, sono, invece, consentiti:


  • a) la balneazione;
  • b) le visite guidate subacquee, disciplinate e contingentate dall'Ente gestore, compatibilmente alle esigenze di tutela dei fondali, con l'ausilio dei centri d'immersione subacquea aventi sede legale nei Comuni ricadenti nell'area marina protetta;
  • c) le immersioni subacquee, autorizzate, disciplinate e contingentate dall'Ente gestore, compatibilmente alle esigenze di tutela dei fondali;
  • d) la navigazione a motore ai natanti come definiti ai sensi della legge 16 giugno 1994, n. 378, esclusivamente per raggiungere con la rotta più breve gli ormeggi predisposti e/o disciplinati dall'Ente gestore e, comunque, a velocità non superiore a cinque nodi, nonché la navigazione a vela e a remi;
  • e) la navigazione a motore, a velocità non superiore a cinque nodi, per il trasporto collettivo e le visite guidate, anche subacquee, come disciplinate dall'Ente gestore;
  • f) l'ormeggio in zone individuate e opportunamente attrezzate con gavitelli e ormeggi predisposti e/o disciplinati dall'Ente gestore;
  • g) l'esercizio della pesca professionale, nei modi e nei luoghi disciplinati dall'Ente gestore, con gli attrezzi della piccola pesca previsti dall'articolo 19 del decreto del Ministro delle risorse agricole, alimentari e forestali 26 luglio 1995, e con gli altri attrezzi selettivi di uso locale, compatibilmente alle esigenze di tutela dell'area, riservata ai pescatori residenti nei Comuni ricadenti nell'area marina protetta alla data di entrata in vigore del presente decreto, nonché alle cooperative di pescatori costituite ai sensi della legge 13 marzo 1958, n. 250, aventi sede legale nei detti Comuni, alla data di entrata in vigore del presente decreto, e loro soci inseriti alla stessa data nel registro di ciascuna cooperativa;
  • h) le attività di pescaturismo, autorizzate e disciplinate dall'Ente gestore nell'ambito delle vigenti normative nazionali e regionali, riservate ai pescatori professionisti residenti nei Comuni ricadenti nell'area marina protetta, alla data di entrata in vigore del presente decreto, nonché alle cooperative di pescatori costituite ai sensi della legge 13 marzo 1958, n. 250, aventi sede legale nei detti Comuni alla data di entrata in vigore del presente decreto, e loro soci inseriti alla stessa data nel registro di ciascuna cooperativa;
  • i) la pesca sportiva con lenza e canna senza mulinello da fermo riservata ai soli residenti nei Comuni ricadenti nell'area marina protetta, nei modi e nei luoghi disciplinati dall'Ente gestore;
  • j) il prelievo per soli motivi di studio di specie vegetali o animali e di formazioni geologiche e minerali, autorizzato e disciplinato dall'Ente gestore.

8.La zona C di riserva parziale comprende il residuo tratto di mare all'interno del perimetro dell'area marina protetta, riportato nella cartografia allegata al presente decreto, come delimitato al precedente articolo 2.

9. Nelle zone C, oltre a quanto indicato al comma 1, sono vietati:


  • a) la navigazione libera, fatto salvo quanto previsto dal precedente comma 4 e dal successivo comma 10 lettere d), e) e l), del presente articolo;
  • b) l'ancoraggio libero fatto salvo quanto previsto dal precedente comma 4 e dal successivo comma 10 lettera f) del presente articolo;
  • c) l'ormeggio libero, fatto salvo quanto previsto dal precedente comma 4 e dal successivo comma 10 lettera g) del presente articolo;
  • d) la pesca professionale, fatto salvo quanto previsto dal successivo comma 10 lettera h) del presente articolo;
  • e) la pesca sportiva, fatto salvo quanto previsto dal successivo comma10 lettera m) del presente articolo;
  • f) la pesca subacquea.

10. Nelle zone C, oltre a quanto indicato ai commi 4 e 7 del presente articolo, sono consentiti:


  • a) la balneazione;
  • b) le visite guidate subacquee, disciplinate dall'Ente gestore, compatibilmente all'esigenza di tutela dei fondali;
  • c) le immersioni subacquee, autorizzate e disciplinate dall'Ente gestore, compatibilmente all'esigenza di tutela dei fondali;
  • d) la navigazione a motore ai natanti e alle imbarcazioni come definiti ai sensi della legge 16 giugno 1994, n. 378, e, comunque, a velocità non superiore a dieci nodi, nonché la navigazione a vela e a remi;
  • e) la navigazione a motore, a velocità non superiore a dieci nodi, ai mezzi di trasporto marittimi e alle unità adibite al trasporto collettivo e alle visite guidate, anche subacquee, come disciplinate dall'Ente gestore;
  • f) l'ancoraggio come disciplinato dall'Ente gestore in zone appositamente individuate, compatibilmente con l'esigenza di tutela dei fondali, sentita la Commissione di riserva;
  • g) l'ormeggio in zone individuate e opportunamente attrezzate con gavitelli e ormeggi predisposti e/o disciplinati dall'Ente gestore;
  • h) l'esercizio della pesca professionale, disciplinata dall'Ente gestore, con gli attrezzi della piccola pesca previsti dall'articolo 19 del decreto del Ministero delle risorse agricole, alimentari e forestali, 26 luglio 1995, compatibilmente alle esigenze di tutela dell'area, riservata ai pescatori residenti nei Comuni ricadenti nell'area marina protetta alla data di entrata in vigore del presente decreto, nonché alle cooperative di pescatori costituite ai sensi della legge 13 marzo 1958, n. 250, aventi sede legale negli stessi Comuni alla data di entrata in vigore del presente decreto, e loro soci inseriti alla stessa data nel registro di ciascuna cooperativa;
  • i) le attività di pescaturismo, autorizzate e disciplinate dall'Ente gestore nell'ambito delle vigenti normative nazionali e regionali, riservate ai pescatori professionisti residenti nei Comuni ricadenti nell'area marina protetta alla data di entrata in vigore del presente decreto, nonché alle cooperative di pescatori costituite ai sensi della legge 13 marzo 1958, n. 250, aventi sede legale nel detto Comune alla data di entrata in vigore del presente decreto;
  • j) l'accesso e la navigazione alle navi adibite all'esercizio della pesca professionale dei pescatori residenti nei Comuni ricadenti nell'area marina protetta alla data di entrata in vigore del presente decreto, nonché alle cooperative di pescatori costituite ai sensi della legge 13 marzo 1958, n. 250, aventi sede legale negli stessi Comuni alla data di entrata in vigore del presente decreto, e loro soci inseriti alla stessa data nel registro di ciascuna cooperativa;
  • k) la pesca sportiva con lenza e canna senza mulinello da fermo, riservata ai residenti nei Comuni ricadenti nell'area marina protetta, nonché ai non residenti specificamente autorizzati dall'Ente gestore;
  • l) il prelievo per motivi di studio di specie vegetali o animali e di formazioni geologiche e minerali, autorizzato e disciplinato dall'Ente gestore.

11. All'interno dell'area marina protetta "Capo Gallo - Isola delle Femmine", al fine di garantire il raggiungimento dei più elevati obiettivi di qualità ambientale, sono consentiti, sentito l'Ente gestore e la Commissione di riserva, gli interventi per la manutenzione e l'eventuale adeguamento alle normative nazionali e regionali vigenti degli impianti per lo smaltimento delle acque di scarico, nonché la realizzazione di eventuali nuovi impianti previsti nell'ambito degli strumenti di programmazione vigenti a livello regionale e comunale alla data di pubblicazione del presente decreto.

12. Eventuali interventi previsti nell'ambito degli strumenti di programmazione vigenti a livello regionale e comunale alla data di pubblicazione del presente decreto per il completamento, l'ampliamento o la messa in sicurezza delle strutture portuali comprese nel perimetro dell'area marina protetta "Capo Gallo - Isola delle Femmine" saranno realizzabili nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia di valutazione d'impatto ambientale, d'intesa con l'Ente gestore dell'area marina protetta e sentita la Commissione di riserva.

13. Le attività sopra elencate ai commi 4, 7 e 10 del presente articolo sono provvisoriamente consentite e, laddove previsto, disciplinate dall'Ente gestore fino all'entrata in vigore del regolamento dell'area marina protetta di cui all'articolo 8 del presente decreto.

Articolo 5
1. La gestione dell'area marina protetta "Capo Gallo - Isola delle Femmine" è affidata, con successivo decreto, ai sensi dell'articolo 2, comma 37, della legge 9 dicembre 1998, n. 426, d'intesa con la Regione Siciliana e sentiti gli enti locali territorialmente interessati.

Articolo 6
1. All'onere derivante dalle prime spese relative all'istituzione dell'area marina protetta "Capo Gallo - Isola delle Femmine" si fa fronte, per l'installazione dei segnalamenti e quant'altro necessiti a dare precisa conoscenza della delimitazione dell'area marina protetta e della sua ripartizione, con Euro 258.228,45 (duecentocinquantottoduecentoventotto/45) a gravare sul capitolo 2756 (già 3957) dell'unità previsionale di base 5.1.2.1 (ex 8.1.2.1) "Difesa del mare" dello stato di previsione della spesa del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio, nonché con la somma iniziale di Euro 103.291,38 (centotremiladuecentonovantatuno/38) per le spese di primo avviamento, ivi comprese quelle relative alla stampa e diffusione di opuscoli illustrativi e divulgativi, a gravare sul capitolo 2757 (già 3958) della predetta unità previsionale di base dello stato di previsione della spesa del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio, entrambe per l'esercizio finanziario 2002.

2. Successivamente si provvederà ad assegnare, per ciascun esercizio finanziario e tenendo presenti gli stanziamenti di bilancio sul medesimo capitolo 2756 dell'unità previsionale di base 5.1.2.1 "Difesa del mare", una somma non inferiore a Euro 258.228,45 (duecentocinquantottoduecentoventotto/45) per le attività finalizzate al funzionamento dell'area marina protetta.

Articolo 7
1. La sorveglianza nell'area marina protetta, ai sensi dell'articolo 19, comma 7, della legge 6 dicembre 1991, n. 394, come integrato dall'articolo 2, comma 17, della legge 9 dicembre 1998, n. 426, è effettuata dalla Capitaneria di Porto competente, nonché dalle polizie degli enti locali delegati alla gestione dell'area.

Articolo 8
1. Il regolamento dell'area marina protetta "Capo Gallo - Isola delle Femmine", formulato entro centottanta giorni dall'individuazione dell'Ente delegato alla gestione, anche sulla base dell'esperienza condotta nell'applicazione delle misure e delle eventuali relative discipline provvisorie di cui al precedente articolo 4, commi 4, 7 e 10, viene approvato dal Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio ai sensi del combinato disposto dall'articolo 28, commi 6 e 7, della legge 31 dicembre 1982, n. 979, e dall'articolo 19, comma 5, della legge del 6 dicembre 1991, n. 394, d'intesa con la Regione Siciliana.

2. Nel suddetto regolamento potrà essere prevista l'istituzione di un comitato tecnico-scientifico con compiti di ausilio all'Ente gestore e alla Commissione di riserva.

Articolo 9
1. Nel tratto di mare compreso nella perimetrazione della riserva naturale regionale "Isola delle Femmine", istituita con decreto dell'Assessore al territorio e all'ambiente del 1 settembre 1997, ricadente nella zona A dell'area marina protetta prospiciente l'Isola delle Femmine, i divieti e le deroghe previsti dall'articolo 4, commi 3 e 4, del presente decreto entreranno in vigore successivamente all'emanazione da parte della Regione siciliana dei provvedimenti necessari per l'esclusione del suddetto tratto di mare dalla perimetrazione della riserva naturale regionale "Isola delle Femmine", e comunque entro e non oltre il 16 gennaio 2005.

2. La gestione del tratto di mare di cui al comma 1del presente articolo resta affidata all'Ente gestore della riserva naturale regionale "Isola delle Femmine" sino al 16 gennaio 2005, termine a partire dal quale la suddetta gestione rientrerà tra le competenze dell'Ente gestore dell'area marina protetta "Capo Gallo - Isole delle Femmine".

Articolo 10
1. Le disposizioni del presente decreto, per quanto attiene alla perimetrazione e alle finalità indicate, potranno essere oggetto di riconsiderazione per ragioni scientifiche e di ottimizzazione della gestione sotto il profilo socio-economico per una migliore tutela e valorizzazione delle aree interessate.


Roma, 24 luglio 2002

Il Ministro: Matteoli

Registrato alla Corte dei conti il 9 ottobre 2002. Ufficio controllo atti Ministeri delle infrastrutture e assetto del territorio, registro n. 4, foglio n. 158





http://isoladifuori.blogspot.com

Colpo di POPOLO ad Atene !!!

La gente insieme all'esercito e alla polizia...

tutti Esseri Umani e Fratelli.

Colpo di POPOLO ad Atene !!!

Letter from army camps refuting the army's repressive role

Centinaia di soldati dei 42 campi dell'esercito dichiarano:


CI RIFIUTIAMO DI DIVENTARE UNA FORZA DI TERRORE E DI REPRESSIONE CONTRO LE MOBILITAZIONI;
APPOGGIAMO LA LOTTA DEGLI STUDENTI DI SCUOLA/UNIVERSITA' E DEI LAVORATORI


Siamo dei soldati da ogni parte della Grecia [è necessario qui osservare
che in Grecia è ancora in vigore la coscrizione e che riguarda tutti i
greci maschi; la maggior parte o forse anche tutte le persone che firmano
questo sono legati al popolo che al momento stanno servendo nel servizio
militare obbligatorio - non reclute dell'esercito]. Soldati ai quali, a
Hania, è stato ordinato di opporsi a studenti universitari, lavoratori e
combattenti del movimento antimilitarista portando le nostre armi
e poco tempo fa. [Soldati] che portano il peso delle riforme e della
"preparazione" dell'esercito greco. [Soldati che] vivono tutti i giorni
attraverso l'oppressione ideologica del militarismo, del nazionalismo dello
sfruttamento non retribuito e della sottomissione ai "[nostri] superiori".
Nei campi dell'esercito [nei quali serviamo], sentiamo di un altro
"incidente isolato": la morte, provocata dall'arma di un poliziotto, di un
quindicenne di nome Alexis. Sentiamo di lui negli slogan portati sopra le
mura esterne del campo come un tuono lontano. Non sono stati chiamati
incidenti anche la morte di tre nostri colleghi in agosto? Non è stata
pure chiamata un incidente isolato la morte di ciascuno dei 42 soldati che
sono morti negli ultimi tre anni e mezzo? Sentiamo che Atene, Thessalonica
ed un sempre crescente numero di città in Grecia sono diventate campi di
agitazione sociale, campi dove viene recitato fino in fondo il risentimento
di migliaia di giovani, di lavoratori e di disoccupati. Vestiti con
uniformi dell'esercito ed "abbigliamento da lavoro", facendo la guardia al
campo o correndo per commissioni, facendo i servitori dei "superiori", ci
troviamo ancora lì [in quegli stessi campi]. Abbiamo vissuto, come
studenti universitari, come lavoratori e come disperatamente disoccupati,
le loro "pentole d'argilla", i "ritorni di fiamma accidentali", i
"proiettili deviati", la disperazione della precarietà, dello
sfruttamento, dei licenziamenti e dei procedimenti giudiziari. Ascoltiamo i
mormorii e le insinuazioni degli ufficiali dell'esercito, ascoltiamo le
minacce del governo, rese pubbliche, sull'imposizione dello "stato
d'allarme". Sappiamo molto bene cosa ciò significhi. Viviamo attraverso
l'intensificazione [del lavoro], aumentate mansioni [dell'esercito],
condizioni estreme con un dito sul grilletto. Ieri ci è stato ordinato di
stare attenti e di "tenere gli occhi aperti".


Ci chiediamo:

A CHI CI AVETE ORDINATO DI STARE ATTENTI?


Oggi ci è stato ordinato di stare pronti ed in allarme. Ci chiediamo?

VERSO CHI DOVREMMO STARE IN ALLARME?


Ci avete ordinato di stare pronti a far osservare lo stato di ALLARME:


- Distribuzione di armi cariche in certe unità dell'Attica [dove si trova
Atene] accompagnata anche dall'ordine di usarle contro i civili se
minacciate. (per esempio, una unità dell'esercito a Menidi, vicino agli
attacchi contro la stazione di polizia di Zephiri)
- Distribuzione di baionette ai soldati ad Evros [lungo la frontiera turca]
- Infondere la paura nei dimostranti spostando i plotoni nell'area
periferica dei campi
dell'esercito
- Spostare per protezione i veicoli della polizia nei campi
dell'esercito a Nayplio-Tripoli-Korinthos
- Il "confronto" da parte del maggiore I. Konstantaros nel campo di
addestramento per reclute di Thiva riguardo l'identificazione di
soldati con negozianti la cui proprietà è
stata danneggiata
- Distribuzione di proiettili di plastica nel campo di
addestramento per reclute di Corinto e l'ordine di sparare contro i nostri
concittadini se si muovessero "minacciosamente" (nei riguardi di chi???)
- Disporre una unità speciale alla statua del "Milite ignoto" giusto di
fronte ai dimostranti sabato 13 dicembre come pure mettere in posizione i
soldati del campo di addestramento per reclute di Nayplio contro la
manifestazione dei lavoratori
- Minacciare i cittadini con Unità Operazioni Speciali dalla Germania
e dall'Italia - nel ruolo di un esercito di occupazione - rivelando
così il vero volto anti-lavoratori/autoritario della U.E.


La polizia che spara prendendo a bersaglio le rivolte sociali
presenti e future. E' per questo che preparano un esercito che assuma i
compiti di una forza di polizia e la società ad accettare il ritorno
all'esercito del totalitarismo riformato. Ci stanno preparando ad opporci
ai nostri amici, ai nostri conoscenti ed ai nostri fratelli e sorelle. Ci
stanno preparando ad opporci ai nostri precedenti e futuri colleghi al
lavoro ed a scuola. Questa sequenza di misure dimostra che la leadership
dell'esercito, della polizia e l'approvazione di Hinofotis (ex membro
dell'esercito professionale, attualmente vice ministro degli interni,
responsabile per "agitazioni" interne), del QG dell'esercito, dell'intero
governo, delle direttive della U.E., dei
negozianti-come-cittadini-infuriati e dei gruppi di estrema destra mirano
ad utilizzare le forze armate come un esercito di occupazione - non ci
chiamate "corpo di pace" quando ci mandate all'estero a fare esattamente le
stesse cose? - nelle città dove siamo cresciuti, nei quartieri e nelle
strade dove abbiamo camminato. La leadership politica e militare dimentica
che siamo parte della stessa gioventù. Dimenticano che siamo carne della
carne di una gioventù che sta di fronte al deserto del reale all'interno
ed all'esterno dei campi dell'esercito. Di una gioventù che è furibonda,
non sottomessa e, ancora più importante,

SENZA PAURA. SIAMO CIVILI IN UNIFORME.


Non accetteremo di diventare strumenti gratuiti della paura che
alcuni cercano di instillare nella società come uno spaventapasseri. Non
accetteremo di diventare una forza di repressione e di terrore. Non ci
opporremo al popolo con il quale dividiamo quegli stessi timori, bisogni e
desideri/lo stesso futuro comune, gli stessi pericoli e le stesse speranze.


CI RIFIUTIAMO DI SCENDERE IN STRADA PER CONTO DI QUALSIASI STATO D'ALLARME CONTRO I NOSTRI FRATELLI E SORELLE.
Come gioventù in uniforme, esprimiamo
la nostra solidarietà al popolo che lotta e urliamo che non diventeremo
delle pedine dello stato di polizia e della repressione di stato. Non ci
opporremo mai al nostro popolo. Non permetteremo nei corpi dell'esercito
l'imposizione di una situazione che ricordi i "giorni del 1967" [quando
l'esercito greco ha effettuato il suo ultimo colpo di stato].





http://indy.gr/newswire/epistol-apo-ta-stratopeda-poy-arneitai-ton-katastaltiko-rolo-toy-stratoy
http://tapesgoneloose.blogspot.com/
http://iltimone.blogspot.com