L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.


Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.


È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.



"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).























sabato 31 luglio 2010

ALGA TOSSICA A Isola delle Femmine


Alga Tossica a Isola delle Femmine
Caricato da isolapulita. - Guarda gli ultimi video.


Nuovo allarme per l’alga tossica sul litorale di Isola delle Femmine. Le cellule di Osteopsi ovata, secondo i campionamenti effettuati dall’ARPA Sicilia avrebbero superato la soglia massima (10.000 cellule/litro) arrivando a spp cellule/litro 21.480 e diventando con ciò pericolose per i bagnanti. Nell’agosto del 2006 diverse bagnanti furono costretti a ricorrere a cure mediche e nel contempo tenersi lontani dalle spiagge. Così come allora i problemi causati dall’Ostreopsis sono: arrossamento di occhi e gola, tosse, starnuti, e solo nei casi più gravi, febbre e difficoltà respiratorie, che sono velocemente reversibili, e come prima contromisura le Autorità Sanitarie consigliano l’allontanamento dalla zona di esposizione.

Ad oggi risulta alquanto incomprensibile il silenzio assordante della Pubblica Amministrazione locale di fronte a dati alquanto allarmanti per la salute pubblica.

Ormai i Cittadini di Isola delle Femmine si sono assuefatti a questo silenzio e continuo menefreghismo per la salute dei Cittadini.

Sono invece i malcapitati Turisti abbagliati dallo slogan del PALmuto

“Benvenuti in Paradiso”

(giornale di Sicilia 24 luglio)

che incazzati dell’immondizia, del disordine, della mancanza dei ogni tipo di servizio, dalla sporcizia del paese, della mancanza di collegamenti efficienti con la città, a continuo contatto con gli odori nauseabondi della Italcementi, con gli scarichi delle auto lungo il litorale marino, con l’assenza di ogni tipo di controllo durante le ore serali dove si scatena la furia “umana”.

II malcapitati turisti di fronte a questo scempio, di fronte a questo degrado paesaggistico di fronte a questo “sperpero” di risorse naturali e a fronte di un “inconscio” Vostro rifiuto all’accoglienza o quantomeno e la cosa diventerebbe ancora più grave: Vostra INCAPACITA' a gestire una qualsiasi situazione, decidono di inscenare qualche forma di protesta come è successo ieri l’altro per l’ingresso in uno stabilimento balneare.

Le promesse del PROFESSORE:

lavorare sin da ora per comprendere l’alga tossica, ma soprattutto per prevenirla e non ritrovarcela nei nostri mari l’anno prossimo; non c’è una normativa in merito, non c’è un percorso certo, ora occorre lavorare per costruirlo e risolvere questo problema”.

Professu era l’anno 2006 quando Lei affermava ciò, devo presumere che LEI è ancora in fase di studio mente i suoi concittadini si avvelenano?

Caro Professore molto probabilmente se va a leggersi per un attimo le disposizioni di legge potrà Lei verificare che, a fronte dei dati sopracitati, Lei aveva l'obbligo di legge di emettere un'ordinanza sindacale di divieto di balneazione nelle zone segnalate dall'ARPA Sicilia.



Inserzione Pubblicitaria a PAGAMENTO Sabato 24 Luglio 2010 sul Giornale di Sicilia Il PROFESSORE con ------------- dichiarano cosa?


Da Laico quale io sono avevo una visione diversa del Paradiso !

Un Paradiso fatto di amore di socialità e di rispetto del Prossimo e dell'ambiente in cui vivo!

Sono sicuro che i nostri "profeti in Cina" non parlavano certamente di Isola delle Femmine



Complimenti per essere riusciti a trovare un varco per riuscire a fare una foto dellla spiaggia. Ho visto un "turista" (prima di anticipare la partenza da Isola) con un binocolo intento a guardare la spiaggia!







*ALGA TOSSICA A Isola delle Femmine
*2010 Isola Delle Femmine Risultato ostreopsis spp cellule/litro 21.480 nel 2006 tra le 8/10.000 spp cellule/litro
*ARPA Sicilia Dati Rilevamento
*ALGA ROSSA L’Arpa dice…luglio 2006
*Isola Pulita: L’alga Tossica L’Italcementi e gli Scarichi a Mare
*ALGA ROSSA Denunce e interrogazione Isola Pulita Luglio/2006
*ALGA ROSSA S.O.S. Ambiente
*CONTRO la Ostropsis ovata
*A Proposito di alghe si dice che….
*Costituito il Comitato Cittadino Isola Pulita ALGA TOSSICA A Isola delle Femmine Arpa Sicilia, depuratori, Gola Occhi arrossati;febbre, INQUINANTI, ITALCEMENTI, Liquami, malori, Ostreopsis ovata, Prevenzione, S.O.S. AMBIENTE ISOLA DELLE FEMMINE E CAPACI, Scarichi a mare, SINDACO, Vomito,

Processo EOS 23 Condanne

Processo “Eos”, 23 condanne






Il gup di Palermo Mario Conte ha condannato 23 dei 24 imputati del processo ‘Eos’, che rispondevano di una serie di estorsioni nelle zone di San Lorenzo, Pallavicino, Arenella e Tommaso Natale. Pene pesanti per le persone riconosciute colpevole di aver capeggiato il clan mafioso, in sostanziale accoglimento delle richieste dei pm Gaetano Paci e Lia Sava. Disposti anche risarcimenti per le vittime che si erano costituite parte civile e le associazioni che li hanno sostenuti. La condanna più severa, 18 anni, è stata inflitta a Carmelo Militano, in continuità con una pena da lui subita in precedenza. Dovranno scontare 12 anni e 8 mesi, invece, Vincenzo Troia, Bartolo Genova, mentre 11 anni e 8 mesi sono stati comminati a Salvatore Baucina, 11 anni e 4 mesi a Michele Billitteri. Altri 7 imputati, Francesco Costa, Nicolò Ferrara, Stefano Fidanzati, Sergio Giannusa, Riccaro Milano, Vito Nicolosi e Salvatore Randazzo, hanno avuto 10 anni e 8 mesi ciascuno. A 9 anni e 4 mesi è stato condannato Antonino Caruso, a 8 anni e 8 mesi ciascuno Antonino Genova, Michele Patti, Domenico Alagna e Agostino Pizzuto, l’ex giardiniere di Villa Malfitano dove venivano custodite armi della mafia, e a 8 anni Angelo Bonvissuto, Francesco Militano, Antonino Troia e Antonino Tarantino. Pene inferiori per i due pentiti, Giovanni Razzanelli (4 anni e 6 mesi) e Manuel Pasta (2 anni e 8 mesi-nella foto). L’unico assolto è Antonio Orlando, detto Gianni. Tra gli imprenditori risarciti, Marcello Giliberti, titolare del circolo ‘Telimar’, che avrà 50 mila euro, e Antonio e Pietro Parisi, gestori del locale ‘Privilege’, cui andranno 65 mila euro. Indennizzi da 20 mila euro l’una per le altri parti civili, tra cui il comitato Addiopizzo, il Comune e la Provincia di Palermo, Confindustria, Confcommercio e centro Pio La Torre.

Il giudice dell’udienza preliminare di Palermo Mario Conte ha condannato, con il rito abbreviato, ventitrè presunti affiliati ai clan mafiosi di Resuttana e San Lorenzo finiti al centro dell’inchiesta “Eos”. Le indagini svelarono un giro di estorsioni, progetti di omicidi e un traffico di armi in due storici quartieri palermitani. A Villa Malfitano i carabinieri scoprirono un arsenale nascosto dal custode Agostino Pizzuto. Decisa anche un’assoluzione.

Ecco il verdetto.

Carmelo Militano 18 anni.

Vincenzo Troia 12 anni e 8 mesi.

Bartolo Genova 12 anni e 8 mesi.

Salvatore Baucina 11 anni e 8 mesi.

Michele Billitteri 11 anni e 4 mesi.

Francesco Costa 11 anni e 4 mesi.

Nicolò Ferrara 11 anni e 4 mesi.

Stefano Fidanzati 11 anni e 4 mesi.

Sergio Giannusa 11 anni e 4 mesi.

Riccardo Milano 11 anni e 4 mesi.

Vito Nicolosi 11 anni e 4 mesi.

Salvatore Randazzo 10 anni e 8 mesi.

Antonino Caruso 9 anni e 4 mesi.

Antonino Genova 8 anni e 8 mesi.

Michele Patti 8 anni e 8 mesi.

Domenico Alagna 8 anni e 8 mesi.

Agostino Pizzuto 8 anni e 8 mesi.

Angelo Bonvissuto 8 anni.

Francesco Militano 8 anni.

Antonino Troia 8 anni.

Antonino Tarantino 8 anni.

Il pentito Giovanni Razzanelli 4 anni e 6 mesi.

E Manuel Pasta, anche lui pentito, 2 anni e 8 mesi.

Antonio Orlando, inteso Gianni, e’ stato assolto.

Mafia, processo Eos: 23 condanne per estorsione, 18 anni a Carmelo Militano
Renato Marino luglio 31st, 2010 Cronaca





Ventitré dei ventiquattro imputati nel processo Eos, ritenuti gli esattori del pizzo dei Lo Piccolo, sono stati condannati ieri dal Gup del Tribunale di Palermo Mario Conte per mafia ed estorsioni. Arrestati a maggio 2009 erano accusati di aver riscosso le estorsioni nelle zone di San Lorenzo, Pallavicino, Arenella e Tommaso Natale.
La pena più pesante è toccata a Carmelo Militano, ritenuto a capo della cosca di San Lorenzo dopo l’arresto dei Lo Piccolo. È stato condannato a 18 anni in continuita’ con una pena da lui subita in precedenza. A Vincenzo Troia e Bartolo Genova sono stati comminati 12 anni e 8 mesi di carcere; 11 anni e 8 mesi a Salvatore Baucina; 11 anni e 4 mesi a Michele Billitteri.
Altri sette imputati, Francesco Costa, Nicolò Ferrara, Stefano Fidanzati (fratello del boss Tonino), Sergio Giannusa, Riccardo Milano, Vito Nicolosi e Salvatore Randazzo, sono stati condannati a 10 anni e 8 mesi ciascuno. Per Antonino Caruso, 9 anni e 4 mesi, mentre 8 anni e 8 mesi a testa sono stati inflitti a Antonino Genova, Michele Patti, Domenico Alagna e Agostino Pizzuto, ex giardiniere di Villa Malfitano dove erano custodite le armi della cosca.
A 8 anni sono stati condannati Angelo Bonvissuto, Francesco Militano, Antonino Troia e Antonino Tarantino. Pene inferiori per i due pentiti, Giovanni Razzanelli (4 anni e 6 mesi) e Manuel Pasta (2 anni e 8 mesi). L’unico assolto è Antonio Orlando, detto Gianni.
Ora saranno risarciti gli imprenditori vessati dal pizzo. Indennizzi anche per le altre parti altri parti civili, tra cui il comitato Addiopizzo, il Comune e la Provincia di Palermo, Confindustria, Confcommercio e centro Pio La Torre. Da Antimafia Duemila:
(…) L’inchiesta della Procura Palermitana, che si era avvalsa della testimonianza di pentiti e di importanti intercettazioni, aveva permesso di ricostruire l’intera mappa del pizzo. (…) Nell´inchiesta Eos fu coinvolto il deputato regionale Antonello Antinoro, il cui processo per voto di scambio inizierà ad ottobre. Contro di lui le dichiarazioni del pentito Visita, poi confermate da Pasta. Questi hanno riferito dei tremila euro che l’Assessore regionale dell’Udc avrebbe pagato ai boss Agostino Pizzuto ed Antonino Caruso in cambio di un pacchetto di voti alle regionali del 2008. (…) Inoltre vi sono diverse intercettazioni che hanno messo in risalto tutto l’impegno dei boss per mantenere fede alla parola data.

Foto Live Sicilia

Fonte: http://www.freelivetips.net/2010/07/mafia-processo-eos-23-condanne-per-estorsione-18-anni-a-carmelo-militano/

LE MANI SU ISOLA DELLE FEMMINE :


*DIONISI CUTINO I PACCHI DELL'AMBIENTALISTA rosso-verde-arancione

*Dionisi Cutino PALazzotto M.A.M. s.n.c. Pizzerie Birrerie e Isole Ecologiche

*Dionisi Via Volturno angolo Via Garibaldi
*TACO LOCO Viale dei Saraceni 59
*ELAUTO variante in corso d'opera
*Via Libertà Dionisi: "Ecco le foto aereografiche la piscina
*DUNE e ripascimento della spiaggia di Isola delle Femmine
*Dune Isola Delle Femmine Decreto Ministero finanziamento
*Panoramica Fotografica COMPARTO 1 Viale della Torre Isola delle Femmine


 

 

 

 

 

 

 
Gustosita,Serio Nunzio,Bruno Pietro,Isola delle Femmine,Copacabana,Ferrarello,Cinà Pietro,Zappulla,Pipitone,Di Maggio,Francesco Puglisi,Almeyda,Pulizzi,Arch Puccio Giuseppe,Saracen,Razzanelli,Spataro,Ceraulo,Calliope,Maiorana,Alamia Paolo,Bandiera,Lopez,Guccione,Salvatore Sbeglia,Fiorella Pierina,Roberto Altadonna

giovedì 29 luglio 2010

Windshear Il principio di Precauzione e Prevenzione


Principio di precauzione
Il principio di precauzione può essere invocato quando è necessario un intervento urgente di fronte a un possibile pericolo per la salute umana, animale o vegetale, ovvero per la protezione dell'ambiente nel caso in cui i dati scientifici non consentano una valutazione completa del rischio. Esso non può essere utilizzato come pretesto per azioni aventi fini protezionistici. Tale principio viene soprattutto applicato nei casi di pericolo per la salute delle persone. Esso consente, ad esempio, di impedire la distribuzione dei prodotti che possano essere pericolosi per la salute ovvero di ritirare tali prodotti dal mercato.

ATTO

Comunicazione della Commissione, del 2 febbraio 2000, sul ricorso al principio di precauzione [COM(2000) 1 def. - Non pubblicata sulla Gazzetta ufficiale].

SINTESI

Il Trattato CE contiene un solo riferimento esplicito al principio di precauzione, e più precisamente, nel titolo consacrato alla protezione ambientale. Tuttavia, nella pratica, il campo d'applicazione del principio è molto più vasto e si estende anche alla politica dei consumatori e alla salute umana, animale o vegetale.
In assenza di una definizione del principio di precauzione nel Trattato o in altri testi comunitari il Consiglio, nella sua risoluzione del 13 aprile 1999, ha chiesto alla Commissione di elaborare degli orientamenti chiari ed efficaci al fine dell'applicazione di detto principio. La comunicazione della Commissione costituisce una risposta a questa domanda.
La fissazione di orientamenti comuni riguardanti l'applicazione del principio di precauzione avrà anche ripercussioni positive a livello internazionale.
Il principio è stato adottato in varie convenzioni internazionali ed il suo concetto figura in special modo nell'Accordo sulle misure sanitarie e fitosanitarie (SPS) concluso nel quadro dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC).
Una definizione chiara del modo con cui la Comunità intende fare ricorso al principio di precauzione per garantire un livello idoneo di protezione ambientale e della salute può contribuire alle discussioni già iniziate negli ambienti internazionali.
Nella sua comunicazione, la Commissione analizza rispettivamente i fattori che provocano il ricorso al principio di precauzione e le misure risultanti da un tale ricorso. Essa propone anche orientamenti per l'applicazione del principio.
I fattori che originano il ricorso al principio di precauzione
Secondo la Commissione, il principio di precauzione può essere invocato quando gli effetti potenzialmente pericolosi di un fenomeno, di un prodotto o di un processo sono stati identificati tramite una valutazione scientifica e obiettiva, ma quando questa valutazione non consente di determinare il rischio con sufficiente certezza. Il ricorso al principio si iscrive pertanto nel quadro generale dell'analisi del rischio (che comprende, oltre la valutazione del rischio, la gestione e la comunicazione del rischio) e più particolarmente nel quadro della gestione del rischio che corrisponde alla presa di decisione.
La Commissione sottolinea che il principio di precauzione può essere invocato solo nell'ipotesi di un rischio potenziale, e che non può in nessun caso giustificare una presa di decisione arbitraria.
Il ricorso al principio di precauzione è pertanto giustificato solo quando riunisce tre condizioni, ossia: l'identificazione degli effetti potenzialmente negativi, la valutazione dei dati scientifici disponibili e l'ampiezza dell'incertezza scientifica.
Le misure risultanti dal ricorso al principio di precauzione
Per quanto riguarda le misure risultanti dal ricorso al principio di precauzione, esse possono prendere la forma di una decisione di agire o di non agire.
La risposta scelta dipende da una decisione politica, che è funzione del livello di rischio considerato come "accettabile" dalla società che deve sostenere detto rischio.
Quando agire senza attendere maggiori informazioni scientifiche sembra essere la risposta appropriata a un rischio in virtù dell'applicazione del principio di precauzione, bisogna ancora determinare la forma che deve prendere questa azione. Oltre all'adozione di atti giuridici suscettibili di controllo giuridico, tutta una serie di azioni è a disposizione dei responsabili (finanziamento di un programma di ricerca, informazione del pubblico quanto agli effetti negativi di un prodotto o di un processo, ecc.).
In nessun caso la scelta di una misura dovrebbe basarsi su una decisione arbitraria.
Orientamenti per il ricorso al principio di precauzione
Tre principi specifici dovrebbero sottendere il ricorso al principio di precauzione:
  • l'attuazione del principio dovrebbe fondarsi su una valutazione scientifica la più completa possibile. Detta valutazione dovrebbe, nella misura del possibile, determinare in ogni istante il grado d'incertezza scientifica;
  • qualsiasi decisione di agire o di non agire in virtù del principio di precauzione dovrebbe essere preceduta da una valutazione del rischio e delle conseguenze potenziali dell'assenza di azione;
  • non appena i risultati dalla valutazione scientifica e/o della valutazione del rischio sono disponibili, tutte le parti in causa dovrebbero avere la possibilità di partecipare allo studio delle varie azioni prevedibili nella maggiore trasparenza possibile.
Oltre a questi principi specifici, i principi generali di una buona gestione dei rischi restano applicabili allorché il principio di precauzione viene invocato. Si tratta dei cinque seguenti principi:
  • la proporzionalità tra le misure prese e il livello di protezione ricercato;
  • la non discriminazione nell'applicazione delle misure;
  • la coerenza delle misure con quelle già prese in situazioni analoghe o che fanno uso di approcci analoghi;
  • l'esame dei vantaggi e degli oneri risultanti dall'azione o dall'assenza di azione;
  • il riesame delle misure alla luce dell'evoluzione scientifica.
L'onere della prova
Al di fuori delle regole che si applicano ai prodotti quali le medicine, gli anticrittogamici o gli additivi alimentari, la legislazione comunitaria non prevede un sistema di autorizzazione preventivo all'immissione sul mercato dei prodotti. Nella maggior parte dei casi, spetta pertanto all'utilizzatore, ai cittadini o alle associazioni di consumatori di dimostrare il pericolo associato a un processo o a un prodotto dopo che questo è stato immesso sul mercato.
Secondo la Commissione, un'azione presa a titolo del principio di precauzione può in taluni casi comportare una clausola d'inversione dell'onere della prova sul produttore, il fabbricante o l'importatore. Questa possibilità dovrebbe essere esaminata caso per caso; la Commissione non preconizza l'estensione generale di un tale obbligo a tutti i prodotti.

ATTI CONNESSI

Regolamento (CE) n. 178/2002del Parlamento europeo e del Consiglio, del 28 gennaio 2002, che stabilisce i principi generali e le prescrizioni generali della legislazione alimentare, che istituisce l'Autorità europea per la sicurezza alimentare e che stabilisce procedure riguardanti la sicurezza dei prodotti alimentari [Gazzetta ufficiale L 031 dell'01.02.2002].
Allorquando esiste la possibilità che un alimento possa produrre effetti nocivi sulla salute, può essere applicato il principio di precauzione (ai sensi dell'articolo 7) al fine di intervenire rapidamente adottando tutte le misure necessarie. Tale principio viene segnatamente applicato quando sussiste un'incertezza o quando non esistono informazioni scientifiche complete sul rischio potenziale.
Le misure devono essere adeguate al rischio ed essere riesaminate entro un termine ragionevole.

Ultima modifica: 22.12.2006

Vedi anche

Per ulteriori informazioni sul principio di precauzione, si consulti la pagina della Direzione generale Salute e protezione dei consumatori (EN).


Windshear,Precauzione,Prevenzione,Leucemie,Sterilità,Impotenza,Tumori,Elettromagnetismo,Disastro aereo,Wind Jet,Punta Raisi,Caserma NATO,Riggio,Scelta,Nieddu,Isola delle Femmine





*Espresso Blog Isola Pulita